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Cosi iniziava il mio tema alla maturità. Il tempo rapportato alla società era la traccia, e visto che non sapevo che pesci pigliare decisi di farlo. E decisi di farlo di capoccia mia. Avevo una media del 6 ad italiano. Da inizio medie. Ancora ricordo il mio prof d'italiano che in 2a media aveva capito com'ero scemo a questa materia e mi metteva 6 con una sfilza di meno da far paura. Ricordo un 6 ==. Effettivamente un 5, ma a me piaceva vedere il 6 e mi accontentavo. Figuratevi poi che la mia prof. a fine anno del 5° mi disse: "stai con una media tra il 5 e il 5 e mezzo. E' un 6 regalato questo che ti metto". Indovinate un po', presi 15 alla prima prova. Uno spettacolo, mi son rifatto di 8 anni di scuola di 6. In 3 ore di prova (se ben ricordo, ma credo che eran anche 4) ho lavorato 1 ora. Il resto lo passavo a prender per culo gli amici. Ed in live, non via carte o aeroplanini di carta. Che fiQata che è stato quell'esame Così, dopo tanto tempo, provo a ricordarmi cos'avevo scritto e a riproporvelo. Ho tenuto sempre abilitati i commenti nei miei blog perché, se passate e leggete fin in fondo, vuol dire che siete interessati, e se siete interessati, potete avere una vostra opinione diversa o simile alla mia. E visto che internet facilita la conversazione e il dialogo tra utenti, scrivete quel che pensate "Time and Society
"Time and Society"

molto very simple.
il tempo e la società. E' il tempo che manovra la società o la società che lo manovra?
Questa è una domanda elementare, in fondo. Il tempo l'han creato gli uomini, e l'han trasformato nel corso dei secoli in una legge di vita. Se sembrano paroloni insensati o poco logici, basti pensare ad una qualsiasi ora della giornata a noi cosa comporta.
Nell'andare avanti col tempo, è diventata una consuetudine avere certi comportamenti in una certa ora della giornata. Come spiegate sennò il famoso thè inglese alle 5 spaccate? Penso che prima, quando non esistavano orologi e meridiane, il thè alle 5 diventava molto impreciso da rispettare.
Il perché è semplice. A parte il fatto (ovviamente) dell'amore inglese per il thè, questa routine nasceva da una necessità fisiologica. Quella che oggi noi chiamiamo "merenda" e che il nostro popolo soddisfa verso le 4 di pomeriggio.
Nessuno ha mai detto quando si deve fare colazione, ma con il tempo e le diverse necessità di diversi individui hanno concentrato verso quest'orario la nostra merenda. Stessa cosa successa agli inglesi con un'ora di ritardo (che, escludendo il GMT, è praticamente la stessa).
Ovviamente questo non è un tema di merendine e thè, ma per far capire meglio questo piccolo passaggio ho dovuto allungare il discorso. E' un passaggio fondamentale per chi ha capito la consistenza del principio. NON è stato il tempo a dire "alle 4 c'è la merenda" ma l'uomo nella sua società che ha incontrato una necessità da soddisfare in quel bisogno.
Cosa centra la società? Lavorare la mattina, mangiare il pomeriggio e fare un riposino o giocare i primi del pomeriggio lo fanno quasi tutti credo. Il fisico risente dello sforzo fisico e anche se sta assimilando un pasto già consumato del pranzo si trova a volere ancora più e energia. Questo tratto è spiegato a grandi linee, perché sennò non sarebbe un trattato di italiano ma di fisica biologica. E tutti sanno di che parlo poiché tutti l'han riscontrato sul loro fisico.
La società rapporta a se il tempo. Filosoficamente, è una cosa sconvolgente. Il tempo, giacché inventato dagli uomini, esiste veramente in natura. Ciò che l'uomo ha deviato del tempo è una sua partizione. 24 ore (che non sono veramente mai 24) in un giorno, e differenze per latitudine e longitudine (le diverse ore di differenze tra le nazioni e la durata dei giorni diversa a seconda della distanza dell'equatore, ricordatevi quanto dura un giorno al polo nord) e che ad ogni ora corrisponde per nature psico-fisiche necessità (l'esempi sopra illustrati). Dire che la società in cui viviamo è frenetica, comporta stress e a volte è schiacciante e dir poco. E' la storia (al 90% economica, tra i suoi dilemmi e le sue costrizioni) che ci ha portato qui. Nietzke, gran filosofo tedesco del 900, diceva "il rapporto che deve avere l'uomo con il suo lavoro è di 8 ore al giorno. Le restanti si dividono in 8 per dormire, e 8 per il suo relax".
Ergo, da inizio secolo scorso un uomo aveva capito cosa aveva portato la storia tra gli uomini. La necessità a lavorare a pari passo con 2 necessità psicofisiche di prim'ordine.
Contando la divisione della giornata in 3 parti fondamentali, Nietzke aveva ulteriormente diviso il tempo. Ulteriormente, a favore della società economica (poiché qui si parla del fattore economico più che altro).
Ciò che ora potete constatare sia vero, all'epoca non lo era del tutto. Oltre le disumane forze lavorative consumate allo stremo (li si andava ben oltre le 8 ore, e i sindacati... beh, non credo esistessero) l'uomo aveva poca voglia, poco tempo e pochi soldi per soddisfare il suo relax. Anzi, probabilmente dormiva anche meno. Ma questa è la loro storia, non la nostra.
E' vero, una volta non era cosi importante il tempo. Ci si chiudeva in fabbrica per 12/14 ore, si andava a casa, si mangiava e si dormiva. Che altro puoi fare?
Oggi è totalmente diverso. I ritmi sono cambiati e si sono ampliati con una crescita economica oltre ogni limite. La società è frenetica e noi con lei. Misuriamo il nostro tempo a puntino cercando di stabilire e programmare al meglio una giornata.
A volte ci dimentichiamo il nostro futuro per star dietro al presente.
A volte 24 ore passano più velocemente o lentamente del previsto.
Ma ora devo lasciarvi: il mio tempo per questo pensiero è finito, altri me ne attendono e ho così poco per pensarci, a volte."
lunedì, 06 marzo 2006 alle 15:09 » commenti (6)
